Ricette

La cucina tradizionale è molto semplice e povera, e unisce i prodotti del lago e quelli degli alpeggi. I piatti tipici della Tremezzina sono i piatti della tradizione lariana, in cui il pesce di lago è protagonista insieme alla polenta e ai formaggi locali.

Agoni in carpione

Tra i pesci di lago più apprezzati e tipici ci sono gli agoni. Per prepararli in caprione bisogna friggerli nella giusta quantità di olio, poi metterli nel piatto con l’olio della frittura e versare l’aceto bianco, poi cospargerli di prezzemolo, aglio e due rametti di erba segrigeula. Il pesce carpionato è più buono il giorno dopo, accompagnato dall’immancabile polenta calda.

Miascia

La miascia è una torta povera, fatta con pane raffermo ammollato, al quale si aggiungevano gli avanzi della settimana, sia dolci che salati. Ogni famiglia ha la sua ricetta e versione, tramandata da generazione in generazione.

Per prepararla nella sua versione dolce, si potrebbe iniziare lasciando a mollo per un’ora in mezzo litro di latte tre etti di pane raffermo tagliato a dadolini. Al composto bisogna aggiungere tre uova intere, scorza di limone, un pizzico di sale, tre mele e tre pere mondate e tagliate a fettine, una manciata di uva fresca o mezz’etto di uva sultanina, due cucchiai di farina bianca, uno di gialla e un etto e mezzo di zucchero. Si mescola bene il composto con una spatola e si adagia in una tortiera imburrata e infarinata. Si cosparge con fiocchetti di burro, un filo di olio d’oliva, una spolverata di zucchero cristallino e un trito di rosmarino. La miascia deve cuocere per un’ora e può essere servita fredda o tiepida.

Davide Van De Sfroos, Augusta Argenti, Giancarlo Galli ci svelano la ricetta e le mille versioni di una ricetta casalinga tradizionale.

Polenta uncia

E’ un tipico modo lariano di preparare e acconciare la polenta. La polenta, metà integrale (grano saraceno detto anche farina di fraina) e metà gialla, deve essere portata a cottura nell’acqua (un litro d’acqua ogni 225 gr di polenta). Deve cuocere per almeno un’ora sul fuoco del camino nel ramaiolo, girandola costantemente usando un bastone di legno. Portata dunque a cottura e tolta dal fuoco, si mette a cucchiaiate in un grande contenitore (la biella), la si cosparge con formaggella a fettine, si condisce con burro nostrano soffritto con aglio e salvia e infine un pizzico di parmigiano. Si serve sempre ben calda, su piatti bollenti.

Augusta Argenti e Giancarlo Galli svelano i segreti per cucinare una polenta oncia di Bonzanigo perfetta.

Paradell

Dessert tipico della zona di Rogaro. Con un litro di latte freddo, 500 gr.di farina e quattro uova si forma una pastella a cui aggiungere un etto di zucchero, una presa di sale, quattro mele sbucciate e tagliate a fettine, un etto di uva sultanina e 50 gr. di pinoli tostati. Il composto va fritto con olio in padella e ogni frittata non deve superare il centimetro di spessore. Prima di servirlo, il Paradell va spolverato abbondantemente di zucchero.

Missoltini

Il missoltino è l’agone essiccato al sole su trespoli triangolari, poi disposto in contenitori di latta detti missolte, intercalati con foglie di lauro e pressati con un coperchio di legno sul quale vengono posti dei pesi. Questo modo di procedere in dialetto comasco viene detto “far la missolta”. Si prendono i missoltini, si pongono sulla gratella e a fuoco possibilmente di legna (brace) si portano a cottura badando bene di non far prendere loro del bruciato. Si servono aggiungendo un filo d’olio d’oliva vergine e una spruzzata d’aceto. Polenta a fette come contorno.

Augusta Argenti, Giancarlo Galli, Andrea Zappa, Giulia Pavoni, Donatella Lamberti e Karl Jaehne restituiscono una narrazione condivisa di uno dei piatti simbolo della Tremezzina, tra arte culinaria e aneddoti.

Pesci in carpione al Golfo di venere

Per un chilo di agoni o lavarelli, cento grammi di cipolla tritata, cinquanta tra sedano e carota pure tritati, cinque grammi di pepe nero, un cucchiaio di sale, due chiodi di garofano, due calici di vino bianco secco e mezzo d’aceto, due foglie di alloro, cinque ramoscelli di segrigeula, una specie di timo selvatico che cresce in Tremezzina (in mancanza di questa si può adoperare del timo comune). Soffriggere i pesci in sufficiente olio e disponeteli su un piatto di portata. Nella stessa padella, con l’olio rimasto, rosolate droghe e verdure, meno la segrigeula e l’alloro, favorendone la cottura col vino e l’aceto. Infine rovesciate il tutto sui pesci e aggiungete le due restanti erbe odorose. Da preparare un giorno per l’altro e da servire freddo come antipasto.

Torta tremezzina

La Torta tremezzina è un dolce inventato dal pasticcere tremezzino Fulvio Cairoli. Si tratta di una torta dall’impasto morbido, farcito con mandorle e marmellata. La ricetta è stata tramandata alle generazioni successive ma nessuno conosce i segreti della Torta tremezzina, praticamente è inimitabile. I pasticceri che ancora oggi la sfornano rivelano che non ci sono ingredienti segreti e che ad essere speciale è la lavorazione, che rende la consistenza della torta così soffice.

Riso al pesce persico

Il riso al pesce persico è una delle prelibatezze più apprezzate della cucina lariana. Nei ristoranti spesso si trova il risotto al persico, anche se in origine la ricetta era diversa e racconta di una cultura povera, in cui avanzare era un sacrilegio. Infatti il pesce persico veniva fritto in grandi padelle e le piccole parti di pesce fritto che rimanevano nella padella venivano usati insieme all’olio rimasto per condire un semplice riso bianco bollito, in modo da renderlo gustoso.

Donatella Lamberti e Andrea Zappa raccontano la tradizione dentro ad un piatto tipico: il riso col pesce persico.

Crediti

La redazione dei testi qui riportati è stata curata dalla comunità di Tremezzina in collaborazione con la coop. soc. Liberi Sogni Onlus. Fotografie e documenti pubblicati in questa pagina sono stati raccolti, selezionati e donati a fine divulgativo e a titolo gratuito dalla comunità di riferimento, nell’ambito del percorso partecipato che ha portato alla realizzazione della mappa di comunità. 
Le interviste agli abitanti di Tremezzina sono state realizzate dalla coop. soc. Liberi Sogni Onlus.
Eventuali titolari di diritti d’autore sui materiali pubblicati, sono pregati di mettersi in contatto con la coop. soc. Liberi Sogni Onlus.