Le mappe di comunità nascono da percorsi partecipati e di valorizzazione “dal basso” in cui gli attori fondamentali sono gli abitanti stessi

Grazie a questa tipologia di mappa la comunità di un determinato luogo può esprimere come vede, percepisce e attribuisce valore al proprio territorio e come vorrebbe che fosse in futuro.

Si tratta quindi di percorsi partecipati e di valorizzazione “dal basso”: gli attori fondamentali sono gli abitanti stessi che scelgono gli oggetti, le pratiche, i luoghi e le tradizioni in cui riconoscersi, secondo il principio di autodeterminazione patrimoniale.

Che cosa è una mappa di comunità?

Uno strumento di:
— partecipazione della comunità;
— appropriazione del patrimonio;
— catalogazione dei beni;
— trasmissione delle conoscenze;
— rappresentazione del territorio;
— programmazione dello sviluppo.

Il processo partecipativo

IL PROCESSO PARTECIPATIVO

Le mappe di comunità presentate in questo sito costituiscono l’esito di processi partecipativi attraverso cui gli abitanti di un determinato luogo hanno raccontato la propria percezione del territorio, con particolare attenzione al valore dei riti e delle tradizioni, ai significati storici e culturali dei luoghi, alle vicende individuali e comunitarie presenti nella memoria collettiva.

Un nodo fondamentale di questa tipologia di processo è dunque il continuo coinvolgimento della comunità di riferimento. Ciò deve avvenire sia a livello micro, creando un tavolo di lavoro di rappresentanti delle istituzioni e associazioni locali e da liberi cittadini, con il quale prendere le decisioni rispetto alla mappa, che a livello macro, tentando di coinvolgere la comunità di riferimento in modo allargato e inclusivo, proponendo questionari di raccolta di informazioni, realizzando interviste approfondite, organizzando passeggiate patrimoniali nei luoghi cari alla comunità e coinvolgendola nella raccolta di fotografie, filmati e materiale documentario che racconti il patrimonio materiale e immateriale del territorio.

Il ruolo della Cooperativa Liberi Sogni è quello di condurre e facilitare questi percorsi mettendo insieme le persone e i luoghi della cultura, in particolare i musei, per ridelineare, con un confronto aperto e gioioso, i caratteri distintivi che animano i territori

LA GENESI DEL PROGETTO

Le prime tre mappe del sito (Carenno, Premana e Tremenico) sono nate nel 2019 nell’ambito del progetto Interreg Italia Svizzera “VoCaTe – La voce della terra: canti e riti della tradizione” della Provincia di Lecco,  con lo scopo di iniziare delle sperimentazioni dal basso che portassero le comunità locali di riferimento ad una riflessione rispetto ai luoghi, ai riti sacri e profani, ai canti e alle tradizioni ancora rappresentative della loro cultura materiale ed immateriale.

I primi esiti di queste ricerche si sono concretizzate con la realizzazione di queste tre mappe cartacee: Carenno, Premana e Tremenico.

Parallelamente è nata nelle comunità la duplice esigenza di collegare le mappe alle realtà museali di questi tre contesti e di ripensare ad uno strumento di consultazione delle mappe che potesse accogliere la grandissima ricchezza di materiali fotografici e audio-visivi ricercati e prodotti durante la prima fase del processo. Ecco quindi la seconda fase del progetto che ha visto la digitalizzazione delle mappe cartacee, la creazione di questo sito e il coinvolgimento del Museo Cà Martì di Carenno, del Museo Etnografico di Premana e del Museo Cantar di Pietra di Tremenico, luoghi di custodia e valorizzazione del patrimonio materiale ed immateriale del territorio, punti di riferimento per la cittadinanza, casse di risonanza dei processi partecipativi per la creazione della mappa: veri e propri musei di comunità. Questa seconda fase si è svolta sotto il cappello progettuale di “Museo di Comunità”, co-finanziato da Fondazione Cariplo.